venerdì 17 marzo 2017

SAN PATRIZIO


Oggi, 17 marzo è San Patrizio. A quest'ora, 16 anni fa il mio aereo atterrava ad Edimburgo, dove, da qualche mese, studiava la mia fidanzata. 
Era il primo viaggio in aereo che facevo e con un inglese alquanto stentato. Mi si è aperto un mondo. 
Ricordo che stava nevicando e le strade della città brulicavano di italiani appena uscita dal Murrayfied dopo l'ennesima sconfitta della nostra nazionale al Sei Nazioni di rugby. Tutti avevano un cappello in testa che si otteneva bevendo 5 pinte di Guinness e c'era un'atmosfera di festa strana, quasi da sagra di campagna, solo moltiplicata per una città di quasi mezzo milione di persona. 
Mi si è aperto un mondo: da quel giorno per me la Scozia ha iniziato a rappresentare "L'isola che non c'è", quello strano e particolare luogo dove tutto è possibile e dove vorresti sempre essere. 
L'azzurro del cielo e il verde dei prati, ecco che cosa per me è festeggiare San Patrizio: non la scusa per fare l'ennesima bevuta "autorizzata", ma il ritorno a quegli istanti unici e oramai un po' lontani. 
Con gli anni, molte persone, incontri, episodi, si dimenticano. Ma non si riescono a cancellare i luoghi e gli odori. E forse gli stati d'animo di quando uno li  vissuti. 

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